sabato 20 settembre 2014

Per l'ultima volta.

Una doccia fredda e un coca jack dal frigo, sperando che la mia ira si raggeli.

Due ore e mezza per trovare una fottuta tinta.
Le persone a Milano che si muovono lente come una mandria di pecore.
I corpetti in pelle S-P-A-R-I-T-I in tutto i negozi del centro.
La profumeria dove vendono la decolorazione chiusa il sabato pomeriggio.
Il Milan a San Siro e TRE metro perse perché i troppi tifosi non hanno mosso di striscio il culo per farmi salire, visto che non sono nemmeno larga come un capodoglio (se il milan perde o lo stadio salta per una bomba vi sta solo bene).
Lo zaino pesante tre quintali per i libri che devo portare domani alla tizia di Bergamo.
E gente che dovrebbe solo sparire, invece non fa altro che rientrare continuamente nella mia vita.


Mi sono rovinata una giornata che doveva essere splendida.
E ho tirato tante di quelle smadonnate che, se davvero esistesse Dio, mi avrebbe fatto tirar sotto da un camion solo per mandarmi subito a conversare con Lucifero.
Poi le belle cose che ti appaiono su ask e ti fanno passare la voglia di mangiare con i tuoi amici al giapponese dal nervoso.

Per l'ultima volta, l'ultima, dirò qualcosa riguardo a questo argomento.
E non mi frega un cazzo di chi leggerà, è ciò che penso e questo mondo permette libertà di parola, giusto?

Se al momento fossi presa da una rabbia impulsiva, probabilmente tirerei giù solo un sacco di insulti.
Ma solo perché il controllo della rabbia è ancora un mio difetto da migliorare, come molti altri.

Continuo a ripetermi che nessuno è peggio o meglio di un altro, perché tutti sbagliamo e tutti abbiamo i nostri modi (giusti o sbagliati che siano) di reagire.
Siamo tutti maturi ed immaturi, chi in alcuni aspetti chi in altri.
Io non mi permetto di giudicare né la Barbara né il Michael di adesso.
Se lo faccio, mi riferisco solo alle persone le quali ho avuto il "piacere" di conoscere.
Metto piacere tra virgolette, perché non posso non affermare che aver conosciuto Barbara mi abbia portato solo problemi, anzi.
L'unica cosa che posso dire a riguardo è che visto che si considera così tanto schietta e diretta, io non so ancora le tante cose negative sul mio conto di cui aveva da lamentarsi. Siamo amiche, basta discuterne. Io mi prendo le mie colpe e tu le tue, se ne abbiamo.
Peccato che io da un momento all'altro vengo rimpiazzata e le motivazioni del litigio sono più che vaghe. E peccato, anche, che alcune persone pensano di comprendere il tono che si ha in un messaggio. Forse hanno i superpoteri.
Perchè se solo avesse saputo in che modo l'ho pregata di non fare quello che le ho chiesto, non si sarebbe infuriata così  random.
Ci sono stata male, non posso negarlo.
Ma quando ti abitui a cancellare le persone, come magari cestini una fotografia sul pc, diventa ogni volta più facile. E entrambe ne siamo molto brave, a quanto pare.

Mentre per quanto riguarda il caro vecchio Michael che ha titubanze sulla mia indifferenza, io ne ho sulla sua.
Se sei indifferente non rispondi a provocazioni, come non rispondi a domande che ti pongono.
Io non mi permetto di giudicare cosa o chi sia diventato ora, ma posso benissimo farlo (con gli amici intimi) per il Michael che ho conosciuto e viceversa lui può fare lo stesso con me.
Se poi ha bisogno di esternare le sue ricche frasi, lo può fare benissimo davanti alla mia faccia per chiudere la cosa una volta per tutte (che per me è già chiusa da mesi), ma sospetto vivamente che si perderebbe alla prima virgola.
Perciò, a differenza sua, io esprimo il mio pensiero contenuto e buttato alla bell'e meglio su questa pagina di blog e non su social network.
E già questo fa riflettere molto.

Bye bye dear past.







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