mercoledì 26 febbraio 2014

Walking in the air.

Oggi è stata sicuramente una giornata migliore di ieri.
Una cosa positiva è che mi sto trovando meglio con pittoriche, forse per l'uso degli acquarelli o del soggetto, ma sono comunque abbastanza soddisfatta del lavoro che sto portando avanti.



Per il resto, molti dei miei compagni di classe sono stati così gentili da chiedermi se oggi stessi meglio. 
Sono davvero stati la dolcezza.
In più il tre marzo, giorno del mio compleanno (purtroppo), arriverà una studentessa nuova che si è trasferita a Milano da Rimini. Non vedo l'ora di conoscerla.


In questi giorni mi accorgo di quanto mi manchi Stefania. Ammetto che delle volte vorrei scriverle il buongiorno. Però ha bisogno di vivere la sua vita, senza pesi e se la mia presenza le dà fastidio, lo accetto benissimo. Spero che col tempo ci ritroveremo...ci ritroveremo un po' tutti.

Per il resto l'ispirazione è tornata e ho concluso tutti i miei pastrocchietti che avevo in arretrato.
In più ho fatto un disegno nuovo, ispirandomi alla mia canzone preferita dei Nightwish.


We’re walking in the air
We’re floating in the moonlit sky
The people far below are
sleeping as we fly

I’m holding very tight
I’m riding in the midnight blue
I’m finding I can fly so
high above with you

Far across the world
The villages go by like trees
the rivers and the hills
The forest and the streams

Children gaze open mouth
Taken by surprise
Nobody down below believes their eyes

We’re surfing in the air
We’re swimming in the frozen sky
We’re drifting over icy
mountains floating by

Suddenly swooping low
on an ocean deep
Arousing of a mighty monster from its sleep

We’re walking in the air
We’re floating in the midnight sky
And everyone who sees us
greets us as we fly.




martedì 25 febbraio 2014

Stop this pain. Stop this panic. Stop this heart.

Basta. Basta. Basta. Basta. Basta.

Qualcuno mi ammazzi per pietà.
Vorrei essere un vaso di ceramica e cadere in mille pezzi senza aver più il problema di ricompormi.
Sta agli altri scegliere se rincollarmi o buttarmi via. Io non voglio fare più nulla.

Divorata dentro.
Distrutta, bruciata, demolita.
Non ho più niente.
Niente di bello a cui aggrapparmi, non questa volta.

Oggi ho creduto di morire.
L'attacco di panico più grande fra tutti quello di cui ho memoria.
Per colpa solo di un messaggio.


Solitamente quando nell'ultimo periodo mi venivano in classe bastava poggiare la testa sul banco, oppure usare la scusa dell'allacciarsi le scarpe per riprendermi.
Invece il tempo di leggere ciò che c'era scritto e mi sono alzata di colpo durante inglese dicendo alla prof che non stavo bene e che avevo bisogno di andare in bagno.
Tremavo e il cuore mi martellava.
La prof mi ha detto di chiederlo in inglese e per quanto ero in panico ho sbagliato 4 volte a formulare una cazzata di frase.

Sono corsa per il corridoio, ho sbattuto la porta e mi sono affacciata alla prima finestra aperta.
Ho provato a respirare più aria possibile, ma mi sentivo soffocare e tremavo troppo così mi sono accasciata sulle piastrelle.
Mi sono dovuta rialzare di colpo e chiudermi in un gabinetto, tempo di sentire dei passi.
Poi mi sono buttata di nuovo per terra e ho iniziato a singhiozzare.
Ho aspettato di calmarmi.
Il tempo di ritornare in classe, mi sono ritrovata gli sguardi di tutti ho riniziato a tremare, soprattutto quando la prof mi ha chiesto come stessi.
Anche durante l'ora di filosofia sono stata malissimo.
Il prof mi ha mandato nuovamente in bagno perché diceva che ero pallida e sembrava tremassi.
Lì ho incontrato il mio compagno di classe Niccolò. Mi ha chiesto cosa fosse successo, gli spiegato nella maniera più corta possibile, mi ha abbracciato e lì è successo: ho pianto.
Per pochissimo, il tempo di qualche singhiozzo ma non ce la facevo più a resistere.
O svenivo all'istante o piangevo.


Mi sono ripresa nelle ultime ore.
Menomale che siamo riusciti a far rimandare il compito di matematica, altrimenti sarebbe andata molto ma molo male.

Ora sta ritornando tutto, per colpa di quei coglioni di ask.
Mi vanno bene gli insulti, alla fine è la verità. Ma perché devono sempre mettere di mezzo lui?
E soprattutto perché oggi? Dopo quello che è successo a causa sua.


Pensavo sarei stata tranquilla mesi e mesi ignorando la sua esistenza e quella della sua platonica storia d'amore. Invece no.



Messaggio da: Mike.
25/02/2014   10:29

"...you always be my sweet sixteen..."


Cosa ho fatto per meritarmi una tortura simile?






Never let this go.

Non voglio uscire.
Non voglio andare a scuola.
Non voglio vedere le persone o parlare con loro.
Non voglio dover bloccare i miei pensieri per delle stupide stronzate.

Vorrei rimanere nel letto, affogare nei ricordi.
Cercare perlomeno di capire e cosa ci sia da capire.
Come sto, come va, cosa voglio, cosa provo, per chi.
Non so più nulla.
Non posso andare avanti così.
Ho represso così tanti sentimenti che non so più dove siano finiti.
Dovrei cercarli...forse.
Dovrei donarli...ma a chi, io non lo so.
Però non voglio permettere che tutto questo finisca...forse è la mia ultima scintilla.

Vorrei non uscire e rimanere a letto con gli occhi chiusi e sperare che il tempo non passi in fretta.


domenica 23 febbraio 2014

23.02.2014

Scritto alle 9:15 sul treno Milano-Bergamo. 

"Una leggera spinta e le rotaie iniziano a scorrere.
Un tuffo al cuore, che porta ad una pace immensa.
Ho il sole negli occhi, la musica nelle orecchie e il libro sottomano.
Non c'è altro posto nel quale io voglia essere ora.
L'idea di riabbracciarli tutti quanti...quelle persone che mi scaldano con il loro affetto...

Una giornata a Bergamo ne vale cento a Milano."


Con persone splendide come loro, capisco quando sia prezioso ogni attimo.
Sono queste le cose che mi fanno tornare ad amare la vita.
Sono le giornate in cui quella parola così importante fa da protagonista: felicità.


sabato 22 febbraio 2014

Run. Fall. Cry.

Non ho potuto farne a meno.

Ho pensato per tutte le sei ore di lezione a quel sogno.
Durante filosofia mi sono messa a guardare le foto vecchie e ne ho messa una come sfondo.
Mi è venuto da piangere.
Il tempo di asciugare una lacrima il più velocemente e la mia compagna di classe E. se n'è accorta.
Non mi ha detto nulla, ma ha visto che mi sono imbarazzata tantissimo.
Lei oggi stava già male, perché ha chiesto una pausa alla sua fidanzata.
Ho provato a starle vicino, però nelle ultime ore ero proprio in un altro mondo.

Sono uscita da scuola con l'idea di buttarmi subito sul letto.

Ma...mentre ascoltavo una canzone ho iniziato a correre.
Non riuscivo più a trattenere nulla.
Mi sentivo mangiare dentro.
Volevo scoppiare.
Sono andata al mio posto segreto.

Ho iniziato a piangere.

Le lacrime non sono mai scese così veloci.
Come se si sentissero libere e pesanti, pronte per infrangersi sui vestiti.

Quando ho visto che la bottiglia di birra che tenevo semi sotterrata di ricordo è stata buttata via, ho iniziato a singhiozzare.

Non mi sono trattenuta.

Mi facevano male i polmoni e mi bruciavano gli occhi, ma più il dolore aumentava più il corpo diventava leggero, come se fosse vento.

Questa volta sapevo di piangere per qualcosa di lecito.
Non perché mi sentivo vuota o morta dentro.
Ma per la tristezza, la malinconia, per la felicità che ho provato per 10 mesi sfuggita via dalle dita come fumo.
Finalmente ho pianto per qualcosa.

Poi siccome non potevo stare troppo, sono andata verso il cancello di casa, asciugandomi alla bene e male le guance.


Ora vado a prendere Elisa per portarla ad un compleanno.


Volevo solo segnarmi questo momento.


venerdì 21 febbraio 2014

A thousand years.

La notte passata ho sognato che tornavi da me.

Non so se ritenerlo un sogno o un incubo.

Sono stanca.


martedì 18 febbraio 2014

Where are you? And I'm so sorry..

Intrappolata in un viaggio senza meta.
Circondata da una nebbia di apatia che non mi fa vedere cosa o chi ho intorno.
Sono incapace di provare anche emozioni, se non quella stupida e insulsa malinconia o quel dolore richiamato dalle canzoni.
Non ho una strada.
Non so dove mi trovi.
Anzi, non so se ci sono.

Mi sento sola.
Ma, in fondo, non sono sempre stata io quella che diceva di preferire la solitudine?

Forse è meglio che stia zitta.
Merito tutto questo.
Ma desidero tutt'altro.

Vorrei solo un abbraccio.
Uno di quelli veri, dati dalla persona giusta, che riescono a donare affetto e calore fino al midollo delle ossa.
Quelle braccia che appena mi stringono sembrano proteggermi da tutti i ricordi e dalla sofferenza donandomi solamente e semplicemente una pura sensazione di pace.
Quegli abbracci così belli da farmi piangere...

Peccato che non so nemmeno se esistano.