La mancanza è il sentimento più forte che la mia persona possa provare.
Non penso che dolore e rabbia possano mai raggiungerlo.
O forse, lo potevano fare anni fa, ma ora non più.
Il brutto è capacitarsi che qualcosa che manca è perso, almeno sembra esserlo per sempre.
Anche se 'per sempre' è una parola troppo grossa, come 'futuro' o come 'mai'.
Ho sempre avuto coraggio nelle mie scelte, che fossero sbagliate o giuste, se sapevo di fare una stronzata o meno. Ma ora non ci riesco.
Non ho nulla da dirle se non scusa e mi manchi.
Come non ho nulla da dirgli se non ti spaccherei la faccia a furia di pugni e ti amo.
Sono sempre stata tanto brava con le parole, ma non servirebbero a nulla.
Le parole in questi casi sono solo mattoni che si può scegliere se impilare per proteggersi o buttar giù per riappacificarsi.
Servono gli abbracci, quelli forti che quasi ti fanno scricchiolare le ossa e che nel silenzio dicono "tu sei parte di me, della mia felicità e di ciò che mi fa sentire vivo".
Non ho paura di dire la verità, non mi interessa se sembrassi un cane con la coda fra le gambe.
Per quanto ci si possa sforzare di mettere in un angolo del cuore qualcuno, se è troppo importante non verrà seppellito nel ricordo, perchè ciò che serve è averlo nella realtà.
Non c'è un motivo.
Non c'è un qualcosa che dice "per lui sì e per quell'altro no".
Ci sono persone essenziali, persone senza le quali non puoi vivere.
Il problema è che si può avere tutto il coraggio e la forza per ripresentarsi davanti a qualcuno con il cuore in mano, ma se si è convinti che la nostra presenza porterebbe solo disagio e fastidio, anche quell'ultima scintilla di speranza, non serve a nulla.
Mi mancate.
martedì 8 aprile 2014
lunedì 7 aprile 2014
Summer
Non so cosa darei per tornare indietro.
Mi manca ogni cosa.
Non ce la faccio ad andare avanti così.
Mi manca ogni cosa.
Non ce la faccio ad andare avanti così.
I'm missing you again.
Oh no.
Once again.
domenica 6 aprile 2014
"Stai con me fino alla fine?" "Non fino alla fine, per sempre."
Non c'è via di scampo.
Non c'è ripresa.
Non c'è risalita a galla.
Non c'è nulla.
C'è che non vedo l'ora che domenica Barbara venga a trovarmi.
E c'è che aspetto con ansia il 18, quando i miei genitori se ne andranno fuori dai coglioni per tre giorni e io avrò la casa tutta per me.
Sarò libera di fare tutto.
Libera di essere sola, di piangere, di mettere la musica fino a tardi, di girare senza polsino, di urlare, di non dormire.
Sarò sola, ma almeno non mi sentirò sola.
Ritrovarmi a scrivere su pezzi di carta.
Ritrovarmi a chiedere a Dyana.
Basta, mi vergogno.
Perché qualcuno non mi abbraccia come lui?
Non c'è ripresa.
Non c'è risalita a galla.
Non c'è nulla.
C'è che non vedo l'ora che domenica Barbara venga a trovarmi.
E c'è che aspetto con ansia il 18, quando i miei genitori se ne andranno fuori dai coglioni per tre giorni e io avrò la casa tutta per me.
Sarò libera di fare tutto.
Libera di essere sola, di piangere, di mettere la musica fino a tardi, di girare senza polsino, di urlare, di non dormire.
Sarò sola, ma almeno non mi sentirò sola.
Ritrovarmi a scrivere su pezzi di carta.
Ritrovarmi a chiedere a Dyana.
Basta, mi vergogno.
Perché qualcuno non mi abbraccia come lui?
sabato 5 aprile 2014
Panic
Se stanotte potessi avere la possibilità di fare un sogno, sarebbe il modo migliore per scappare da questo inferno.
Un'isola deserta, tutta mia, dove starei sola per mia scelta.
Sdraiata sulla spiaggia, con i piedi nell'acqua fredda e buia.
Chiuderei gli occhi e al posto del battito assordante di questa mattina ascolterei il suono morbido e ripetuto delle onde.
L'aria non farebbe più problemi ad affogare nei polmoni e sarebbe pulita e buona.
Una birra in mano.
Un cielo stellato sopra la testa.
E nessun pensiero, nessuna domanda, nessuna preoccupazione, nessun ricordo.
Non avrei paura.
Non proverei solitudine.
Sarei soltanto libera; libera da non sentirmi inutile, stupida, pesante, noiosa...sbagliata.
Non mi chiederei chi sono o cosa sto cercando, perché non ne avrei realmente bisogno.
Non dovrei dare spiegazioni di ciò che faccio, non dovrei spiegare ciò che provo e per chi.
Non dovrei raccontare il mio passato, non dovrei rivivere i ricordi.
Nessuno mi amerebbe e io non amerei nessuno.
E non dovrei più fare i salti mortali per andare bene a qualcuno per poi accorgermi che sono la persona sbagliata.
Non si può riparare ciò che si è rotto.
Io non ne sono capace.
venerdì 4 aprile 2014
Need.
Sono andata a comperare il biglietto degli Halestorm.
Ha iniziato a piovere, c'era lo sciopero dei mezzi e quindi mia madre è venuta a recuperarmi.
Un altro schizzo dei miei.
Ma in fondo cosa cazzo me ne frega?
Se non li spendo così i soldi, per cosa allora?
Ho bisogno di urlare e dare di matto, solo come in un concerto riesco a fare.
Non c'è altro che mi liberi, ormai.
Devo sfogarmi.
Devo cantare a squarciagola.
Devo rovinarmi la voce.
E devo cercare di sputare fuori tutto.
Perché con le persone, non lo riesco a fare.
Il ventotto aprile però, è troppo lontano.
Ha iniziato a piovere, c'era lo sciopero dei mezzi e quindi mia madre è venuta a recuperarmi.
Un altro schizzo dei miei.
Ma in fondo cosa cazzo me ne frega?
Se non li spendo così i soldi, per cosa allora?
Ho bisogno di urlare e dare di matto, solo come in un concerto riesco a fare.
Non c'è altro che mi liberi, ormai.
Devo sfogarmi.
Devo cantare a squarciagola.
Devo rovinarmi la voce.
E devo cercare di sputare fuori tutto.
Perché con le persone, non lo riesco a fare.
Il ventotto aprile però, è troppo lontano.
giovedì 3 aprile 2014
Swing.
Nel complesso la mattinata è stata abbastanza normale.
Il pomeriggio Eleonora mi ha chiamato piangendo.
Avevo già capito e sono corsa da lei.
Alessandro ha usato le stesse parole che ho ricevuto io, direi anche molto più cattive.
Ho cercato in tutti i modi di farla sorridere, ma lei continuava a chiedermi il perché e il percome e, naturalmente, io non sapevo che risposta darle.
Le sto cercando anche io.
Quando sono andata via, sono passata per il parco.
Era vuoto e allora ho deciso di mettermi sull'altalena.
Lo faccio raramente, visto che c'è sempre qualcuno che la occupa e io preferisco essere sola.
Amo andare sull'altalena, mi è sempre piaciuto, soprattutto quando piove.
Per me, ora, è l'unico modo per volare nel cielo..per raggiungere quelle nuvole..
La notizia brutta di oggi è arrivata pochi minuti fa da mamma.
Mi ha detto che lo IED, la scuola che avrei voluto frequentare dopo il liceo, costa dai 9.000 ai 12.000 € all'anno e che noi non potremmo mai permettercela, nemmeno se mi metto a lavorare fin da subito.
Sono praticamente sprofondata in un abisso.
Era l'unico sogno concreto che mi fosse rimasto e ora si è distrutto in mille pezzi.
Se prima potevo chiudere gli occhi e fantasticare sul mio futuro, ora vedo solo nebbia e nient'altro.
Se potessi...
Tornerei volentieri al momento in cui stavo volando...
Il pomeriggio Eleonora mi ha chiamato piangendo.
Avevo già capito e sono corsa da lei.
Alessandro ha usato le stesse parole che ho ricevuto io, direi anche molto più cattive.
Ho cercato in tutti i modi di farla sorridere, ma lei continuava a chiedermi il perché e il percome e, naturalmente, io non sapevo che risposta darle.
Le sto cercando anche io.
Quando sono andata via, sono passata per il parco.
Era vuoto e allora ho deciso di mettermi sull'altalena.
Lo faccio raramente, visto che c'è sempre qualcuno che la occupa e io preferisco essere sola.
Amo andare sull'altalena, mi è sempre piaciuto, soprattutto quando piove.
Per me, ora, è l'unico modo per volare nel cielo..per raggiungere quelle nuvole..
La notizia brutta di oggi è arrivata pochi minuti fa da mamma.
Mi ha detto che lo IED, la scuola che avrei voluto frequentare dopo il liceo, costa dai 9.000 ai 12.000 € all'anno e che noi non potremmo mai permettercela, nemmeno se mi metto a lavorare fin da subito.
Sono praticamente sprofondata in un abisso.
Era l'unico sogno concreto che mi fosse rimasto e ora si è distrutto in mille pezzi.
Se prima potevo chiudere gli occhi e fantasticare sul mio futuro, ora vedo solo nebbia e nient'altro.
Se potessi...
Tornerei volentieri al momento in cui stavo volando...
martedì 1 aprile 2014
'Cause everyone's heart doesn't beat the same.
Troppe volte mi sono fermata a chiedermi dove trovassi la forza di rialzarmi ogni volta dopo una caduta.
Troppe volte ho scritto nei post di questo blog quanto mi sentissi vuota e sola.
E troppe ancora ho desiderato di farla finita.
Delle volte ci ritroviamo a piangere e non sappiamo nemmeno il perché.
Altre corriamo verso mete che non sappiamo nemmeno dove siano.
Le promesse che spesso non manteniamo sono quelle che facciamo a noi stessi e penso sia meglio così.
Siamo nati tutti con un cuore, perchè dovremmo negarci le emozioni?
Sto passando i pomeriggi a scrivere a ragazze che mi chiedono consigli sull'amore e cose simili.
Al posto di ringraziarmi, ogni volta mi fanno notare che ciò che scrivo è così intenso che non può non essere che io non l'abbia davvero provato.
Ogni volta mi dicono che sperano anche loro di sentire quello che ho sentito io.
E ogni volta mi scrivono che se dovesse capitar loro quello che è successo a me, vogliono avere la forza che ho avuto io.
Ma allora io non sono davvero giù nell'oblio?
Allora io posso ancora rialzarmi senza vergognarmi dei sentimenti?
Posso davvero?
La frase che ho tatuato sulla schiena rappresenta ciò che più giusto credo.
Il cuore di ognuno non batte allo stesso modo.
Tutti proviamo emozioni in intensità diverse e quindi non è un difetto sentire il cuore ribattere forte per la felicità e la spensieratezza.
Forse devo smetterla di pensare che ciò che mi è successo me lo merito e devo continuare a stare al mio posto.
Il mio posto non è più nel fondo del dolore.
Il mio cuore può tornare a battere nel suo modo, quel battito con cui sono nata.
E forse Andrea, un mio caro amico, ha ragione.
Il cuore di ognuno non batte alla stessa maniera, ma ogni volta che troviamo una persona che ci fa sentire davvero vivi, i nostri cuori iniziano a battere all'unisono finché si sta insieme.
Qualcuno capace di darci la forza di tagliare quel filo rosso, che non ci lega più all'amore di un tempo ma solo ai ricordi dolorosi.
Troppe volte ho scritto nei post di questo blog quanto mi sentissi vuota e sola.
E troppe ancora ho desiderato di farla finita.
Delle volte ci ritroviamo a piangere e non sappiamo nemmeno il perché.
Altre corriamo verso mete che non sappiamo nemmeno dove siano.
Le promesse che spesso non manteniamo sono quelle che facciamo a noi stessi e penso sia meglio così.
Siamo nati tutti con un cuore, perchè dovremmo negarci le emozioni?
Sto passando i pomeriggi a scrivere a ragazze che mi chiedono consigli sull'amore e cose simili.
Al posto di ringraziarmi, ogni volta mi fanno notare che ciò che scrivo è così intenso che non può non essere che io non l'abbia davvero provato.
Ogni volta mi dicono che sperano anche loro di sentire quello che ho sentito io.
E ogni volta mi scrivono che se dovesse capitar loro quello che è successo a me, vogliono avere la forza che ho avuto io.
Ma allora io non sono davvero giù nell'oblio?
Allora io posso ancora rialzarmi senza vergognarmi dei sentimenti?
Posso davvero?
La frase che ho tatuato sulla schiena rappresenta ciò che più giusto credo.
Il cuore di ognuno non batte allo stesso modo.
Tutti proviamo emozioni in intensità diverse e quindi non è un difetto sentire il cuore ribattere forte per la felicità e la spensieratezza.
Forse devo smetterla di pensare che ciò che mi è successo me lo merito e devo continuare a stare al mio posto.
Il mio posto non è più nel fondo del dolore.
Il mio cuore può tornare a battere nel suo modo, quel battito con cui sono nata.
E forse Andrea, un mio caro amico, ha ragione.
Il cuore di ognuno non batte alla stessa maniera, ma ogni volta che troviamo una persona che ci fa sentire davvero vivi, i nostri cuori iniziano a battere all'unisono finché si sta insieme.
Qualcuno capace di darci la forza di tagliare quel filo rosso, che non ci lega più all'amore di un tempo ma solo ai ricordi dolorosi.
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